Nobiltà in scena. Visite teatrali a Palazzo Litta, tutti i sabato mattina di ottobre 2026
Tutti i sabati mattina del mese di ottobre 2026 Palazzo Litta sarà aperto al pubblico per un’esperienza speciale. Gli ambienti monumentali della dimora storica affacciata su corso Magenta ospiteranno l’iniziativa “Nobiltà in scena. Visite teatrali a Palazzo Litta”, frutto di una collaborazione tra Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e Fondazione Palazzo Litta per le Arti ETS che gestisce il progetto artistico Manifatture Teatrali Milanesi.
Le visite teatrali prevedono una regia e sceneggiatura accuratamente studiate, dove attori in costume accompagneranno il pubblico in una messa in scena con momenti recitati e comparse. Verranno rievocate la storia del palazzo e le vicende delle famiglie che lo hanno abitato in una suggestiva atmosfera di fine Settecento.
Per partecipare occorre prenotare il biglietto attraverso il portale Museitaliani:
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Giorni e orari:
Tutti i sabati mattina di ottobre
Sabato 3, 10, 17, 24 e 31 ottobre 2026 dalle ore 9 alle 13.
Ingresso alle ore 9.00, 10.00, 11.00 e 12.00; inizio visita alle ore 9.10, 10.10, 11.10 e 12.10
Durata visita: 40 minuti circa
Informazioni per il pubblico:
Le visite si svolgono camminando attraverso gli ambienti monumentali del palazzo, dal piano terra al piano primo passando per lo scalone d’onore. Sono previste alcune soste per consentire agli attori di recitare le scene, durante le quali il pubblico rimarrà in piedi. In caso di visitatori con difficoltà o disabilità motoria, si consiglia di arrivare in anticipo di circa un quarto d’ora rispetto al proprio orario d’ingresso e si precisa che la visione dello spettacolo potrà subire alcune modifiche per consentire l’utilizzo degli ascensori.
Biglietti:
10 € intero, 2 € 18-25 anni, gratuito fino a 18 anni e come da regolamento MiC
Gruppi di massimo 30 persone. Prenotazione obbligatoria su portale o app Musei italiani a partire dal 21 settembre 2026 (eventuali biglietti invenduti potranno essere acquistati in sito il giorno di ciascun evento con pagamento esclusivamente tramite POS).
“Siamo molto felici – afferma il direttore dei musei statali lombardi Rosario Maria Anzalone – di presentare questa iniziativa frutto del lavoro di due istituzioni che abitano la stessa straordinaria sede. L’apertura al pubblico degli ambienti monumentali di Palazzo Litta, anche con insolite modalità di fruizione come questa, è in linea con gli obiettivi del nostro Istituto, ribaditi nel piano strategico di gestione recentemente presentato alla stampa.”
“Palazzo Litta – prosegue la direttrice Silvia Zanzani – è oggi privo degli arredi e delle collezioni di opere d’arte che in passato arricchivano gli ambienti del piano nobile. Nonostante ciò, nelle sue sale è ancora possibile respirare, nel raffinato operato di architetti e decoratori settecenteschi, i fasti di un’epoca straordinaria e irripetibile. Per aiutare il pubblico a immaginare il significato originario di questi ambienti, abbiamo pensato di offrire un’esperienza inusuale, coinvolgente ed emozionante, complementare alle pur fondamentali tradizionali visite guidate che continueremo a svolgere in determinati appuntamenti dell’anno. Un viaggio nel tempo con narratori d’eccezione, che speriamo possa essere premiato con la più ampia partecipazione”.
Il primo personaggio che i visitatori incontreranno durante le visite sarà il maggiordomo, genius loci del palazzo. Accoglierà i visitatori sullo Scalone d’Onore e li condurrà per il piano nobile come ospiti attesi. Di sala in sala, dalla Galleria alla Sala Rossa, dalla Sala degli Specchi al Boudoir, riaffioreranno due secoli di feste, alleanze, amori e rovesci delle famiglie Arese, Visconti Borromeo e Litta. Il percorso si chiuderà nella Sala Azzurra, attraverso quaranta minuti in cui la storia di Palazzo Litta non si ascolterà soltanto: si attraverserà.
“Ho scelto un maggiordomo – racconta il regista Gaetano Callegaro – perché è la memoria di servizio della casa: vede tutto, non giudica e può permettersi l’ironia che ai padroni non è concessa. Trattare i visitatori da invitati, e non da gruppo in visita, cambia la distanza, il tono, perfino il modo di camminare nelle stanze: il costume serve a questo, non a fare quadro. La duchessa arriva alla fine, quando gli spazi hanno già parlato, per restituire una voce femminile a una storia che di solito viene scritta al maschile. Non ricostruiamo il passato, apriamo una porta e lasciamo che sia il palazzo a fare il resto”.

