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Le dominazioni in Valtellina

Piano primo

Salone d’Onore, parete N. Affreschi gli stemmi delle Tre Leghe.

Salone d’Onore, parete N. Affreschi gli stemmi delle Tre Leghe.

Prima di lasciare la sala, ritorniamo ad occuparci degli stemmi delle tre Leghe dei Grigioni, dipinti sulla volta sopra il camino.
Confederati dal 1471 nella Repubblica delle Tre Leghe, verso la fine del Quattrocento i Grigioni portarono avanti diversi tentativi di annessione della valle, ma furono fermati una prima volta nel 1487 dagli Sforza. Tuttavia nel 1512, approfittando del temporaneo dominio francese sul ducato di Milano, questi riuscirono ad annettere la Valtellina e la Valchiavenna.
Dopo una prima fase di controllo militare, la politica dei Grigioni lasciò una certa autonomia alla valle che mantenne l’organizzazione basata sugli statuti locali delle varie comunità: fin dal 1526 – con la Dieta di Ilanz – si era affermato il principio della tolleranza religiosa con cui la Valtellina rimase in prevalenza cattolica.
Il diffondersi nelle terre svizzere della Riforma protestante portò al fiorire di comunità religiose riformate in valle, dove numerosi esuli in fuga dalle terre cattoliche vi trovarono rifugio.
Tuttavia le tensioni religiose, alimentate da ragioni economiche e politiche, sfociarono nel 1620 nel “Sacro Macello”. L’episodio più grave si svolse a Teglio dove i fratelli Carlo II e Azzo IV Besta trucidarono sessanta riformati che si erano recati a pregare nella chiesa di sant’Orsola. La sanguinosa rivolta portò i cattolici a controllare politicamente la Valle ma si trattò solo di un breve periodo di contrasti religiosi, incertezze politiche e guerre, il tutto aggravato dall’epidemia di peste scoppiata nel 1629. Il 3 settembre 1639 avvenne la riconquista grigionese: con il Capitolato di Milano, la Valtellina e i contadi di Bormio e Chiavenna tornarono sudditi dei Grigioni con alcune garanzie per i cattolici che escludevano il domicilio e l’esercizio di culto ai protestanti.
Il domino delle Tre Leghe proseguì senza contrasti significativi fino al 1797.
La visita prosegue ora verso il piccolo ballatoio scoperto che trovate nell’angolo opposto della sala.

– Sulla parete opposta trovi un ballatoio: percorrilo per entrare nella prossima sala –

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