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Sala dalla volta ad ombrello

Piano 1

Eccoci nella Sala dalla volta a ombrello, così chiamata per via della volta a sedici vele che ricorda, appunto, la forma di un ombrello. Si tratta di un ambiente quadrato molto spartano, dove non troviamo nessuna decorazione, ad eccezione dei motivi geometrici verde-azzurri e marroni che adornano la volta. Interessante, però, è la presenza di curiose scritte ancora conservate sulle pareti intonacate del ballatoio scoperto che dà accesso a questa stanza. Alcune realizzate a sanguigna, altre incise, queste scritte costituiscono una sorta di archivio di pietra del palazzo e delle persone che lo hanno abitato, testimoniando eventi e vicende di particolare importanza per la casata. In una di queste compare la data “21 septem. 1529” attraverso cui ci è stato possibile stabilire che il salone e il passaggio stesso esistevano prima del 1529. Un’altra scritta recita «Adì 19 otto­bre 1627 il signor Azzo Besta mio signore partì di qui ambasciatore in Spagna», in riferimento alla missione di Azzo IV presso la corte spagnola per perorare l’indipendenza della Valtellina dai Grigioni e la difesa del cattolicesimo. E ancora troviamo un graffito che ricorda l’arrivo a Palazzo di Alba Besta e del secondo marito “adì 14 marzo 1683”. Sono testimonianze che ci offrono indizi utili di datazione oltre a fornire un piccolo spaccato della vita nei secoli passati; rimaste lì, immutate, quasi come se il tempo si fosse fermato.

Proseguiamo ora il percorso di visita ritornando nel Salone d’Onore e passando attraverso l’apertura a lato del camino.

– Recati nella sala seguente riattraversando il Salone d’onore –

  • Sala dalla volta ad ombrello. La volta
  • Sala dalla volta ad ombrello. Iscrizione a sanguigna e graffite sulle pareti del ballatoio.
  • Sala dalla volta ad ombrello. Iscrizione dedica ad Alba Besta.

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