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Stüa verde

Piano primo

Ci troviamo ora nella stanza chiamata Stüa Verde, realizzata nel Cinquecento e poi modificata nel Settecento. Tutte le superfici di questa stanza sono rivestite in legno di cembro, essenza legnosa che si presta particolarmente bene all’intaglio e rilascia anche un intenso profumo aromatico.

Addossata a una parete, troviamo una stufa rotonda in muratura che riscaldava l’intero ambiente ed era alimentata attraverso la cappa del camino dell’adiacente sala della Creazione. A destra della stufa uno degli otto dipinti ad olio donati dalla nobildonna Francesca Ambrosetti Visconti Venosta di Ardenno raffigurante L’incontro di Salomone con la regina Saba.  La stua presenta un elegante soffitto a cassettoni, al cui centro troviamo lo stemma della famiglia Morelli, proprietaria del Palazzo nel Settecento e a cui si deve la tinteggiatura di colore verde, probabilmente ripresa successivamente. L’unica finestra del locale è insolitamente più grande rispetto alle altre che si affacciano al prospetto principale e la cornice è di diversa fattura: potrebbe trattarsi di una modifica apportata successivamente alla realizzazione del locale.

Proseguiamo adesso la visita recandoci in quello che è forse l’ambiente più suggestivo: la Sala della Creazione.

– Prosegui nella sala adiacente –

  • Stüa verde. Dettaglio quadro Ester e Assuero.
  • Stüa verde. Il soffitto.

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