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Sala delle Metamorfosi

Piano Secondo

La Sala delle Metamorfosi, così chiamata per il soggetto del fregio dipinto, ispirato all’omonima opera di Ovidio conserva l’unico ciclo pittorico firmato del Palazzo: nella scritta sovrastante la scena all’ingresso si legge infatti “Aragonio Aragoni bresciano dipinse 1580”.

Dei sette episodi rappresentati, i primi cinque a partire da sinistra dell’ingresso narrano la leggenda di Mirra e Adone: la giovane Mirra è la figlia del re assiro Teia e, dopo essersi unita al padre celando la propria identità, tenta il suicidio impiccandosi ma viene salvata dalla nutrice. Sullo sfondo un albero di mirra allude a ciò che avverrà per volere degli dei: per salvarla dall’ira del padre la giovane verrà trasformata in un albero di mirra. Nella scena successiva la ritroviamo invocare il perdono del padre morente. Una volta avvenuta la sua metamorfosi in albero e grazie all’aiuto delle ancelle, dà alla luce Adone, il figlio avuto dall’unione incestuosa. Di lui si innamora follemente Venere, raffigurata mentre lo abbraccia all’ombra di un pioppo. A sua volta Adone, ferito a morte da un cinghiale durante una battuta di caccia nella foresta, viene soccorso invano dalla dea, giunta in volo su dei cigni stravolta dalla disperazione.

Le ultime due scene invece sono slegate da questa vicenda: una rappresenta Tiresia che ha appena ricevuto da Giove il dono della preveggenza, dopo essere stato accecato da Giunone per averla colta nuda mentre si accingeva a fare un bagno. La seconda scena raffigura il satiro Marsia che osò sfidare Apollo in una gara musicale: per punirlo della sua superbia il dio della musica lo scorticò vivo, dopo averlo legato ad un albero.

Importante sottolineare come la scelta del tema testimonia il favore dei committenti, Carlo I e la moglie Anna Travers, i cui stemmi sono visibili nel sottarco della finestra, nei confronti delle “favole” antiche, dove il meraviglioso si accostava a intenti moraleggianti.
Usciamo nuovamente sul corridoio, oltrepassiamo il varco ed entriamo nella prima sala sulla destra.

– Uscendo sul corridoio, recati nella prima stanza a destra –

  • Sala delle Metamorfosi. Parete S, affresco Mirra soccorsa dalla nutrice, firma dell'artista Aragonius Aragonis.

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