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Stanze d’inverno

Piano Primo

Prima di salire al secondo piano, non posso non farvi vedere due delle sale più frequentate del palazzo e presto capirete il perché. Io ormai ci sono abituato ma se vi sentite un po’ infreddoliti, questi locali fanno al caso vostro! D’altronde siamo pur sempre in montagna e i muri di questo palazzo sono di pietra.

Sapete, un tempo non esistevano i caloriferi e riscaldare una casa, soprattutto così grande, non era affatto semplice. Ma gli abitanti del posto lo sapevano molto bene e quindi, con un po’ di ingegno, si sono inventati una soluzione.

Notate qualche differenza con le sale in cui siete stati prima? Certo che sì; qui tutte le pareti, il pavimento e persino il soffitto sono rivestiti in legno! E non un legno qualsiasi, ma una particolare essenza molto diffusa nei nostri boschi: il pino cembro, dal profumo aromatico e facilmente lavorabile.

Avete capito ora il motivo? Il legno è un ottimo materiale per trattenere il calore! Non solo quello del sole che durante il giorno entrava dalle grandi finestre ma anche quello rilasciato dalle stufe. Guardatevi attorno; vedete che in entrambe le stanze c’è una grossa struttura nell’angolo? E’ da lì che usciva il calore che riscaldava la stanza; quella è una stufa, detta anche “pigna”. Ogni casa in Valtellina aveva una stanza di questo tipo, che veniva utilizzata sia come soggiorno che come stanza da letto; vengono chiamate stue.

Ah quanti ricordi… qui ci rifugiavamo tutti insieme e passavamo le giornate a leggere e a raccontarci storie di dame e cavalieri e leggende sulle creature dei nostri boschi.

Nel Palazzo però non sono le uniche stue…siete curiosi di vedere le altre? Dai, venite con me! Saliamo al secondo piano!

– Ritornate nel loggiato verso la sala da pranzo, salite le scale e recatevi nell’ultima stanza in fondo al corridoio –

  • Stanze d'inverno, sala ovest. Vista dall'angolo SW.
  • Stanze d'inverno, sala est. Vista dall'angolo NE

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