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Sala romana

Piano Primo

Tra gli ambienti dell’ala ovest in cui ci troviamo e che conservano gli originali solai in legno, si distingue la Sala romana, l’unica ad avere le pareti completamente decorate ad affresco. Il nome della stanza deriva dalle sei scene tardo cinquecentesche tratte da episodi della mitologia greca e della storia romana. Occupano la parte superiore delle pareti e sono intervallate da finte erme, ovvero busti statuari posti su pilastrini. La parte sottostante è decorata a motivi vegetali probabilmente settecenteschi ma ridipinti nel Novecento, con ovali a monocromo contenenti raffigurazioni di allegorie.

Osserviamo nel dettaglio le sei scene mitologiche.
Sulla parete a destra dell’ingresso dal loggiato sono raffigurati due episodi con protagonisti Sileno e re Mida. Il mito narra che, durante un viaggio, Sileno, precettore e grande amico di Dioniso dio dell’ebbrezza e del vino, si addormentò ubriaco nel giardino di re Mida. Nel trovarlo, il re lo riportò a Dioniso che, in segno di riconoscenza, esaudì il suo desiderio di trasformare in oro tutto ciò che avrebbe toccato, cupidigia che porterà re Mida a patire la fame.

La parete di ingresso ospita invece due episodi della storia dell’antica Roma, in particolare della guerra contro il re etrusco Porsenna. Nei primi anni della Repubblica romana, dopo la cacciata dell’ultimo re Tarquinio il Superbo, Roma fu assediata da Porsenna, re della città di Chiusi. Il giovane Muzio Scevola si offrì volontario per uccidere il re ma finì per colpire, erroneamente, un suo servitore. Una volta catturato e portato a Porsenna, per punirsi mise la mano destra, quella del tentato omicidio, su un braciere ardente dichiarando che altri cento giovani romani erano pronti ad attentare alla vita del re. Porsenna, impressionato dal coraggio del popolo romano, decise di trattare con loro la fine della guerra. In cambio del loro ritiro, i Romani riconsegnarono alcuni ostaggi tra cui la giovane Clelia che, tuttavia, riuscì a scappare dall’accampamento etrusco attraversando il Tevere.

Nella parete a sinistra dell’ingresso dal loggiato troviamo altri due episodi: il primo raffigura Venere in soccorso del giovane amato Adone, ferito durante una battuta di caccia da un cinghiale mandato dal geloso dio Apollo. Nel secondo, invece, vediamo il tentato rapimento di Ippodamia, moglie del re dei Lapiti Piritoo, che segnò l’origine della battaglia tra Lapiti e Centauri. Il percorso prosegue nella sala adiacente, detta della Torre sud ovest, raggiungibile dall’apertura presente nell’ultima parete descritta.

– Torna nel loggiato ed entra nella sala adiacente –

  • Sala-romana.-Vista-dallangolo-SE
  • Sala romana. Affresco Clelia attraversa il Tevere, particolare.
  • Sala romana. Affresco parete est Allegoria.

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