Stua a baule
Piano Secondo
Il piccolo ambiente in cui ci troviamo è chiamato Stua a baule per via della sua forma che ricorda proprio quella di un baule, illuminato da due finestre e originariamente di colore bianco.
A dominare la decorazione dell’ambiente sono i motivi vegetali che troviamo sia nelle travi della volta a botte sia negli intagli delle pareti, frutto di una lavorazione delicata e minuziosa, tipica dell’artigianato locale che utilizzava essenze lignee tenere.
Di fronte all’ingresso, costituito da una sorta di arcata, distinguiamo i due stemmi della famiglia Quadrio di Ponte, senz’altro riferibili a un’unione matrimoniale: è dall’abitazione di questa famiglia che proviene l’intero ambiente in cui ci troviamo, una sorta di scrigno che, nella sua originaria collocazione, aveva la funzione di stua o, a giudicare dagli stemmi, di stanza da letto.
Durante la campagna di restauro del 1921-1927 l’architetto Perrone acquistò la stua e la ricollocò a Palazzo Besta sempre con lo scopo di arricchire un futuro museo dedicato alla Valtellina che, come sappiamo, non vide mai la luce.
Siamo quasi giunti al termine del percorso che si concluderà con la visita del giardino. Per raggiungerlo torniamo al primo piano e percorriamo il resto del loggiato fino a giungere allo Scalone d’Onore. Una volta scesi, usciamo dalla porta alla nostra destra.
– Riprendi le scale per scendere nell’androne ed esci dalla porta a destra –
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