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La Famiglia e il Palazzo

Il Palazzo, uno splendido esempio di dimora rinascimentale, è legato alla storia della famiglia Besta, feudatari della contrada di Teglio dal 1320 e protagonisti della storia della Valtellina nel Rinascimento. I suoi interni sono decorati con cicli di affreschi a soggetto biblico, mitologico e storico risalenti al Cinquecento. La contrada in cui sorge il palazzo era un tempo un’area di pascolo, come testimonia il nome Besta (dal bassolatino “bestum” = “pascolo”).

Il palazzo fu completamente rinnovato – inglobando edifici preesistenti – a partire dalla metà del XV secolo da Azzo I, che però morì nel 1508, prima del compimento dell’opera. Furono quindi la moglie Ippolita Alberti e Andrea Guicciardi, suo secondo marito e uomo di grande cultura, insieme al figlio di lei, Azzo II, con la moglie Agnese Quadrio a dare impulso alla decorazione pittorica e a trasformare il palazzo in una vera e propria corte rinascimentale. Qui furono ospitati artisti, letterati e filosofi e trovarono rifugio anche esuli ed eretici in fuga dalle terre cattoliche, nel periodo dello scontro religioso tra cattolici e protestanti.

L’edificio rimase di proprietà dei Besta fino al 1726. Dal 1914 è di proprietà dello Sato italiano.

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