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Donne straordinarie nei musei lombardi
Il Museo si dota di nuovi strumenti per l'accessibilità, grazie ad un progetto che unisce la realizzazione di modelli digitali 3D e di riproduzioni tattili dei reperti.
Il Museo archeologico nazionale della Lomellina (MANLo) è stato coinvolto nel progetto europeo eXplore & Reuse 3D cultural heritage within the Data Space – XR Culture, finanziato dal programma europeo DIGITAL-2023-CLOUD-DATA-AI-0. Il progetto, della durata di 18 mesi (1 febbraio 2025 – 30 agosto 2026), si propone di supportare la diffusione di modelli 3D di beni culturali sull’European Data Space for Cultural Heritage in libero riuso e di elaborare modelli evoluti di digitalizzazione 3D che possano risultare più efficaci su superfici complesse e non collaboranti come vetri, ori e argenti. Partner del progetto sono Inception s.r.l. (coordinatore), Fondazione FBK, Pixelated Realities e l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) del Ministero della Cultura.
In questo contesto, il MANLo ha individuato circa 90 oggetti della collezione permanente per realizzarne modelli 3d da utilizzare in attività di studio, ricerca, comunicazione e divulgazione. Sono stati selezionati i vetri di Collezione Strada e quattro corredi funerari romani, di cui uno ad oggi non esposto e conservato in deposito.
👉 Clicca qui per esplorare la vetrina virtuale con quattro modelli 3D.
Tramite una sponsorizzazione del Lions Club Vigevano Host – è stato inoltre possibile realizzare nuovi strumenti per l’accessibilità – modelli per l’esplorazione tattile di reperti archeologici scelti per la loro rappresentatività e fragilità – rendendo il museo sempre più inclusivo. Offrire esperienze senza barriere sensoriali non solo permette a persone con disabilità di fruire del patrimonio culturale in modo più completo e soddisfacente, ma arricchisce anche l’esperienza di visita per tutti, stimolando l’uso di sensi che normalmente non vengono attivati nelle visite tradizionali.
II Museo è stato così dotato di un pannello che ospita la riproduzione 3D della coppa di Aristeas, la descrizione in braille dell’oggetto e la mappa tattile dello sviluppo della decorazione in scala aumentata. In una vetrina apribile sono inoltre esposte altre tre riproduzioni: un unguentario in vetro a forma di colombina, tipica del territorio, uno skyphos (coppa) invetriato della seconda metà del I sec. d.C. e un bastoncino in vetro con decorazione a torciglione proveniente da un contesto funerario romano. La funzione di quest’ultimo oggetto non è certa: probabilmente si tratta di riproduzioni che alludono alle rocche per la filatura.
I modellini – esposti in museo e utilizzabili per visite guidate e attività laboratoriali – sono stati stampati in PLA con finitura in emulsione acrilica caricata con carbonato di calcio dalla società Archimedia181 s.r.l. di Roma, specializzata nella progettazione e realizzazione di strumenti e dispositivi per ipovedenti per l’esplorazione tattile.
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